Case della Comunità e PNRR: medici di famiglia, nuove ore obbligatorie

Regioni e Ministero della Salute propongono 6 ore settimanali ai medici di famiglia per attivare le Case della Comunità entro la scadenza PNRR.
L'urgenza di rispettare le scadenze del PNRR
Per garantire che le Case della Comunità non restino semplici strutture vuote, è necessario un piano d'azione immediato. Il termine ultimo fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il 30 giugno, una scadenza cruciale che richiede un coordinamento senza precedenti tra le amministrazioni regionali e il Ministero della Salute.
Il rischio principale è quello di aver predisposto infrastrutture moderne senza disporre del personale sanitario necessario per renderle funzionali. Per questo motivo, la strategia attuale punta a risolvere il problema della carenza di organico attraverso accordi mirati che integrino i professionisti già operanti nel sistema sanitario territoriale.
La proposta per i medici di medicina generale
Al centro della nuova iniziativa c'è un accordo volto a coinvolgere i medici di famiglia in modo più strutturato all'interno delle nuove strutture. La proposta prevede che i medici debbano dedicare una quota di tempo, stimata in circa 6 ore settimanali, all'attività specifica presso le Case della Comunità. Questo impegno permetterebbe di:
- Potenziare l'assistenza di prossimità per i cittadini;
- Fornire un punto di riferimento unico per la gestione delle patologie croniche;
- Migliorare la continuità assistenziale tra medici di base e specialisti.
Obiettivi della riforma della sanità territoriale
L'obiettivo finale della riforma è trasformare il modo in cui il Servizio Sanitario Nazionale si relaziona con il territorio. Le Case della Comunità devono diventare il cuore pulsante della prevenzione e della gestione sanitaria, riducendo la pressione sui reparti ospedalieri e garantendo un supporto costante e capillare alle fasce più fragili della popolazione.




